Lo strano caso Hans Brinker, il migliore tra i peggiori

Un esempio di marketing che lascia a bocca aperta ogni “manierista” della comunicazione turistica. Non ci stancheremo mai di affermarlo: si possono implementare tutte le campagne marketing possibili, possedere il miglior gestionale del mondo o essere dei maghi del revenue, ma se alla base manca l’elemento fondamentale, l’eccellenza del prodotto, sforzi, capacità e impegno si traducono in fatiche, tempi e denari sprecati. In breve l’eccellenza comunicata deve corrispondere ad un’eccellenza concreta.  A meno che non siate i manager dell’Hans Brinker Budget Hotel, una struttura “d’eccezione”..ad ogni regola!

L’Hans Brinker Budget Hotel è orgoglioso di deludere i suoi clienti da quarant’anni

21Così si apre  la campagna di comunicazione dell’hotel di Amsterdam che ha conquistato visitatori di tutto il mondo, o almeno tutti quelli che hanno deciso di soggiornare nel “famoso” peggior hotel del globo, anche approfittando della sua posizione centralissima (dato non trascurabile) . Il risultato? Un eccellente riscontro economico. Si trova al centro della capitale olandese e si tratta di un Hostel come se ne vedono tanti in giro per l’Europa, con posti letto in camerate comuni, servizi essenziali e prezzi popolari. Uno dei business più fiorenti della città. La particolarità sta nel fatto che i gestori dell’ Hans Brinker Budget Hotel, lungi dal mascherare la decadenza dell’offerta, sono riusciti a rendere famoso il loro albergo proponendone un’immagine terribile in una serie di geniali campagne pubblicitarie che fanno del Trash, non come movimento ma come vera e propria spazzatura, il loro core business. La mancanza o l’eccezionale scarsità dei servizi, vengono proposte come una vocazione eco-friendly.

article-2232828-1604CB14000005DC-825_306x423L’autoironia è spinta fino all’estremo anche nelle varie divertenti locandine promozionali, che in situazioni normali scoraggerebbero chiunque e che, invece, sono la principale fonte del passaparola che ha portato al successo dell’ostello, un vero esempio di Zombie Marketing, e l’accezione non può che essere delle più azzeccate. Non certo un esempio da prendere quello dell’ostello degli orrori, se non nell’abilità della proprietà di vendere e comunicare un difetto come il pregio principale, trasformando il peggio nel meglio che si possa offrire.

L’offerta non ha niente di eccezionale (del resto lo dicono chiaramente): un dormitorio da 5 posti, uno da 8, una camera doppia e una camera tripla, tutto arredato in modo molto spartano, per essere gentili si potrebbe dire “minimal”, con letti singoli o a castello che sembrano, e probabilmente lo sono stati, presi da una caserma e armadietti metallici che ricordano quelli degli spogliatoi delle palestre. Ogni stanza ha bagno e doccia “ la cui qualità è discutibile, ma che di solito funzionano”. I prezzi vanno dai 22,50 euro ai 53,50 euro a persona per notte. Immagine

Tra i servizi “offerti” all’Hans Brinker, così come si legge dal sito, ci sono:

  • “ un bar nel sottoscala con poca luce e nessun ricambio d’aria
  • “ un cortile di puro cemento dove rilassarsi e godere quel poco sole che riesce a trapelare tra gli alti edifici, nei rarissimi giorni in cui in Olanda c’è effettivamente il sole
  • “ un ascensore che non si blocca quasi mai
  • “ porte che si chiudono”.

 

Un case study di comunicazione vincente, dove l’offerta punta a quello che non si offre, esempio/scempio dell’eccellenza di qualità nella decadenza.

 

 

 

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